Autobiografia

Sono nato il 21 febbraio 1899 a Perugia.

A 18 anni venni mandato in guerra sul fronte austriaco. Nel 1923 mi laureai a Roma in medicina e chirurgia e nel 1926 mi specializzai in odontostomatologia. Nel 1935 ottenni la libera docenza a Roma. Nei 1949 inventai e realizzai il primo"riunito" al mondo (mobile sanitario-sedia da dentista) che installai nel mio studio a Perugia. Conseguii numerosi brevetti in campo medico-odontostomatologico e farmaceutico. Nel 1957 pubblicai un mio studio su "impianti di radici di denti" che poteva essere fatto, scrivevo, in tre modi diversi. Potrei essere definito il padre dell’implantologia ossea! Nel 1940, richiamato alle armi come capitano medico, venni inviato in Albania. Rimasi ferito: per lo scoppio di una granata riportai un pneumotorace spontaneo che mi costrinse mesi e mesi all’immobilità. Tornato convalescente a casa volli provare, vivendo vicino a mia moglie Bettina, pittrice "vera" che aveva fatto l’Accademia, e di talento, a sporcare piccole tele e tavolette di legno. Il legno, non so perché, in quel tempo mi piaceva tanto che volli adoperarlo per fare graticciati e strane costruzioni. Mi disimpegnavo con pinze a legarle ma le tenevo anche strette usando spaghi e cordicelle.
Sentii anche il desiderio di adoperare i colori e presi quelli di mia moglie. Strizzavo il colore dal tubetto e non con i pennelli ma aiutandomi anche molto con le dita, costruivo strani personaggi ed anche delle figure. Un giorno ml capitò tra le mani un barattolo che conteneva vernice gialla... Afferrato il barattolo feci scendere su una tavola di legno rivoli e fili di colore: lo facevo andare in lungo ed in largo, a girotondi. Il giorno dopo mi procurai altri barattoli: un rosso, un nero, un verde, un celeste. Perfezionandomi sulla distribuzione del colore Io feci scendere da un bastoncello appuntito buttandolo sopra al giallo del giorno prima; iniziai col rosso, poi ci passai il verde ed il nero. Aspettai un’oretta prima di colarci il celeste... Ne feci tanti di quadri e quadretti che poi in gran parte distrussi adoperando le tavole ed i legni per fare il figurativo. Le chiamai in seguito STRATIKROMIE quelle colorature.
Con i tubetti di colore di mia moglie raccontai quello che stava avvenendo in quei tempi. Composi dimostrazioni di piazza, le file che la gente faceva per fornirsi di alimenti, i feriti, i prigionieri, i manicomi...
Mi appassionavano però molto di più i "materici" e le composizioni coloristiche; avvertivo che dovevano mantenere un particolare equilibrio e Ia disposizione degli oggetti che mettevo nel quadri materici esigeva un maggior impegno. Non ho fatto molti quadri figurativi, più materici ma in assoluto sempre pochi anche di questi. A me un quadro, una composizione richiede sempre un forte impegno e tutto deve andare e risolversi come lo vedo io... La mia prima mostra personale ha avuto luogo nel 1946 alla Galleria "iI Cortile" di Roma presentata da Sinisgalli, Ciarletta e De Libero.
In seguito ho fatto altre mostre, poche ma importanti, alle Gallerie Pater e Borgonovo di Milano, alla Schneider, alla Contini, all’Editalia Qui Arte Contemporanea, a Roma, al Cavallino di Venezia, a Spoleto, nel 1976 invitato dagli organizzatori del Festival dei due Mondi. Nel 1976 l’Editalia mi inserì con un bel volume monografico, con introduzione di Giulio Carlo Argan, Italo Tomassoni ed André Verdet, nella Collana d’Arte Contemporanea.
Nel 1961, sulla collina di Montemalbe, a cinque chilometri da Perugia, tra il verde dei lecci, ho creato il Fuseum, Ia mia galleria personale, il parco boscoso disseminato di sculture.