Biografia

Brajo Fuso nasce a Perugia il 21 febbraio 1899.

Dopo la laurea conseguita nel  1923  in medicina e chirurgia presso l'Università di Roma, e la specializzazione,  ricoprirà per alcuni anni  la cattedra di Stomatologia all’ Università di Perugia esercitando al contempo  la professione di dentista.  A lui si devono numerosi brevetti in campo medico come la realizzazione del primo “riunito” al mondo, ovvero un mobile sanitario-sedia da dentista che installa nel suo studio di Perugia.

Nel 1940 quale capitano medico viene arruolato durante la seconda guerra mondiale e inviato in Albania dove rimarrà fino al 1943.  Ferito, sarà costretto a rimanere immobile per molti mesi. Tornato convalescente a Perugia, su incoraggiamento della moglie, la pittrice bolognese Elisabetta Rampielli (Bettina), sposata nel 1929, inizia a dipingere da autodidatta su piccole tavolette di legno che esporrà nel 1946 a Roma alla Galleria “Il Cortile” presentato da Leonardo Sinisgalli, Nicola Ciarletta e Libero De Libero.  Dopo questo esordio come pittore figurativo, sente il bisogno di nuove sperimentazioni.

Già nel 1946 si avventura nell’ impiego del colore colato sulla tela direttamente dal tubetto, spalmato con le dita o applicato con l’ausilio di uno stecco. Inizia così quel processo di astrazione che ha il suo punto di arrivo nelle Straticromie cui seguiranno le Cromoscolature, anticipando i risultati a cui perviene il maestro statunitense dell'Action painting, Jackson Pollock. La ricerca artistica di Fuso continuerà a dare nuovi frutti con l'inserimento di materiale povero e di scarto che assembla nelle sue innumerevoli opere materiche. Le sue composizioni, negli anni a seguire,  seguiranno la poetica dell’oggetto trovato, ovvero dell’ oggetto che, terminata la propria parabola storica viene collocato in un altro contesto.

Fuso è anche autore di romanzi inediti e commedie. Una raccolta di sue poesie, Le zavorre, viene pubblicata nel 1990 dalle edizioni Guerra di Perugia. Agli anni Trenta risalgono fantastici racconti per ragazzi con illustrazioni dell’artista: Occhiopino, Storia  di  un  ragazzo  di  gommaIl ChinchibatteL’uovo  rosso. Il suo eclettico lavoro ha interessato la critica più qualificata: risale al 1976 la prima importante monografia a lui dedicata con saggi critici di Giulio Carlo Argan, Italo Tomassoni e André Verdet. Muore a Perugia il  30 dicembre 1980.