Le poesie

LA GUERRA DI SEMPRE
Trintricola tretante la mitra mitraglia
stIingosa stridente
mitrante metrosa...
Bumbula bumbumbula bumboso sofreto
il canno cannone
cannone di morte
S'ingrascono stringosi stridenti
i metametalli metalli d'acciaio
metalli di ferro. LA GUERRA! LA GUERRA! La vogliono loro... che fanno le guerre
son quelli quequelli i quelli di sempre
che guerra la fanno col sangue
degli altri
E' storia di ieri è storia di sempre!
Son guerre volute da capri caproni,
corni cornuti maschi puzzosi
sughe sanguisne che striscino in terra
tra melme e pantani...
Son quelle quequelle ragne pantere,
vampire fetose, puzzose,
che fanno il mal fare e fan l'assassino
Lo fan loro il vile che attenta
che spara che uccide
che brucia e rapisce
lo fa quella guerra che dato t'ha il mitra
Abbasso la guerra non voglio più farla
non fatela fare madri sorelle amici parenti
Basta di guerre gridiamolo forte
ABBASSO LE GUERRE.

 


SONO SOLO
Sono solo... solo con me solo... Solo sospeso nel
vuoto.
in un vuoto ch'è vuoto ed è tutto silenzio.
Solo, in un vuoto lucente...
accarezzato da tanto silenzio. Mi guardo intorno...
Ascolto... non sento... Non vedo ma vedo... Che vedo?
Vedo il silenzio... non un rumore!... rumori motori... Motori
motori.
E' tutto silenzio!...
Che bello sentirsi lontani dal greve metallo...
metallo progresso
progresso metallo che avanza spietato
e sgretola tutto. Squassa frantuma le menti il cervello.
Che bello il silenzio!
Non esser più morza tenaglia bullone... martello che batte
filo ritorto girato vite che avviti... che sviti
che agganci che sganci ... che ruoti... tra tanto rumore.
Che brutto quel fesso che s'alza
ogni giorno a un'ora ch'è quella che l'uomo ha fissato
per fare un lavoro ch'è sempre lo stesso.
Che bello la pace anche di un'ora!... lontano da gente che impazza
che vaga che corre e tanto s'affanna... e vanno e vanno...
Ma dove vanno?... Vanno nel mondo di oggi
un mondo di tanti rumori.

 


ERAN LE SEI
Eran le sei era mattina faceva freddo
freddo pungenre.
Eran le sei
Sotto le arcate di un gran palazzo
tutto di marmo di pietre e manno
vidi per terra dei cenci tanti erano stracci di più colori
c'era anche un bianco. una sciarpa
bianca
che si girava intorno a un collo.
Era di un uomo.
Era di un vecchio che dormicchiava
Eran le sei faceva freddo fredde pungente.
Lo muovo e chiedo se sente freddo
e gli avvicino ben sotto gli occhi delle monete.
Vai poi dico prendi qualcosa...
Non mi risponde non prende niente..
Ho qualche soldo son pensionarc poi viene a dirmi
Soffro di cuore, è il mio cuor che soffre
nessun più mi vuoI mi vuol con sè
Anche da casa mi scaccian loro
vattene vecchio vattene via
vecchio vecchiaccio mi dicon sempre
vattene vattene vattene via.
Hanno ragione dicon che bevo che bevo troppo
ma alla mia età che posso dire
a ottant'anni che si può fare.

 

POVERO MIMMO
La storia che racconto è storia vera
e accadde il 7 maggio in primavera.
Era di sera quando avvenne il fatto
e Mimmo si chiamava "gatto nero".
Andava in cerca di un gradito amore
quando dal folto d'un roseto in fiore
ringhiosa apparve una pantera nera.
Nera di pelo
tutta nera nera come la sera di quella
brutta sera.
La fiera s'avventò su Mimmo il gatto
ma sul più bello, nel fare il gran boccone
s'accorse che disdetta nera nera
non aveva quel giorno la dentiera.
Era di sera quando avvenne il fatto
e Mimmo si chiamava "gatto nero".

 

COME ERI BELLA
Oh rondinella oh rondinella
com'eri bella com'eri bella.
Ricordi quel giorno? Che triste quel
giorno.
Quel vile vigliacco ti uccise nel volo
sparato il fucile poi se n'è andato
Oh rondinella oh rondinella
com'eri bella com'eri bella.

Volavi volavi serena felice
tra i prati e le case
e lui ti ha ucciso.

Ti ho presa raccolta ti ho messa in
giardino
sepolta coperta sull'umida terra
ti ho messo per terra vicino a una rosa.
Ha forti colori ma tu non li vedi
nè più li vedrai
quel vile vigliacco ha stretto il grilletto
e poi se n'è andato.
Oh rondinella oh rondinella mia
com'eri bella com'eri bella.
Come fui triste mia rondinella
vederti cadere...
vederti morire
quell'uomo ha sparato per fare qualcosa
è un giuoco sparare ma deve finire.