1 settembre, Anfiteatro: ore 21:00

L’Apprendistato

(Titolo originale L’Apprentissage)
Spettacolo di teatro fisico
Testo: Jean- Luc Lagarce
Coreografia ed interpretazione: Fabrizio Pazzaglia
Assistente Tecnico: Matteo Cardinali

Fabrizio Pazzaglia

Diplomato in danza classica alla Royal Academy of Dance di Londra ed in ginnastica all’Istituto Superiore di Educazione Fisica a Perugia, Fabrizio Pazzaglia da molti anni vive in Francia dove lavora con diversi registi e coreografi: Dominique Frot, Brigitte Seth, Roser Montllo’ Guberna, Anne Sicco, Hervé Jourdet, Francis Plisson, Philippe Tréhet, Olga Roriz, Matthew Jocelin.

Mette in scena e cura la coreografia di molto spettacoli tra i quali:
Teta Veleta, inspirato all’opera di Pasolini (Parigi 1995 – Teatro Contemporaneo di Danza; Fondazione Cartier) Lisbonne, ville invisible (Lisbona 1999 – spettacolo sponsorizzato dal Ministero della Cultura Portoghese) Nijinski: Memoria Prima (Perugia Italia 2001; Esterrja Portogallo 2001)
Ultimamente realizza la messa in scena e la coreografia del testo L’apprentissage di Jean-Luc Lagarce (Parigi 2008 – Point Ephémère) attualmente in tourné.

Nel 2009, fonda la Compagnia “Dans La Main d’Isolina” a Parigi.

“ Fabrizio Pazzaglia lavora sul riappropriarsi del proprio corpo dopo l’uscita dal coma tenendo conto della matrice fisica e della sua forte teatralita’. Lo spettacolo e’ centrato sulla fragilita’ che si trasforma in forza esplora la molteplicita’ del personaggio… Nell’ Apprentissage, Fabrizio utilizza due anelli da ginnastica come se la danza fosse un’attivita’ fisica ad esercizio ripetuto. Nel testo si nota la stessa ripetitivita’: di sentimenti, di movimenti, di numerazione, d’azione. Il corpo fragile ci fa riflettere sulla forza e si bilancia alla ricerca di sentimenti e di credibilita’ “.

Ana Maria Duarte, Le réapprentissage de Jean-Luc Lagarce – Serons nous enfermés dans notre propre corps ? Seminario(s) 4 mai 2009

“ C’e’ la Danza-Teatro e c’e’ quello che si puo’ chiamare Teatro Fisico. Fabrizio Pazzaglia, formazione classica e lungo percorso nella danza- teatro entra in un territorio dove preferisce parlare di fisicita’ piuttosto che di movimento. Nell’Apprentissage, col testo eponimo dell’autore Jean-Luc Lagarce, lo si vede in primo momento letteralmente guardare il mondo a testa in giu’ a dieci centimètri dal suolo, sospeso ai suoi anelli. Dalle prime parole si riconosce il suono del teatro di Lagarce, la delicata sofferenza di cio’ che si dice ma soprattutto di cio’ che non si dice… Fabrizio recita il testo nella sua integrita’ con tutta la rigidita’ sofferta nella sospensione sugli anelli… Il senso di questo testo non e’ tanto cio’ che si dice quanto il modo in cui si dice. “

Vanessa Rato, Le doute à 10 cm au dessus du sol, Ipsilon (Publico) 24 avril 2009