Opere letterarie

OPERE LETTERARIE

GLI SCRITTI DI BRAJO FUSO ARRIVATI FINO A NOI

LE AVVENTURE DI OCCHIOPINO. STORIA DI UN RAGAZZO DI GOMMA

L’opera, un libro per ragazzi affidato dall’autore “al grande mondo dei piccoli”, è una bozza in parte dattiloscritta, su cui Brajo Fuso ha applicato a mano alcune correzioni. Nell’incipit si legge: “Qui si parla di Cettone / che incontra Pecciolone / ed aver vuole un monello / che sia forte sano e bello. / Un bel bimbo venne, sì, / e Cettone ne gioì; / ma a Gesdèmone il sapiente / gli succede un accidente! / Or leggete la storiella / se vi piace, sarà bella.” È evidente il richiamo alla storia di Pinocchio e al personaggio di Geppetto, anche se con nomi e sviluppi narrativi differenti.

L’UOVO ROSSO

Il libro, scritto nel 1938 e pubblicato nel 1977, racconta la storia di una bambina nata da un uovo rosso, trovato in un campo da una donna che era andata a raccogliere l’insalata per i conigli. L’opera è nata mettendo insieme storie fantasiose raccontate da Brajo Fuso per undici sere a una sua nipotina. La trama è ricca di personaggi particolari, che i bambini e le bambine “nate nell’era spaziale” possono illustrare nelle pagine lasciate appositamente bianche dall’autore.

IL CHINCHIBATTE

Scritto nel 1936 e pubblicato nel 1977, Il Chinchibatte è una storia per ragazzi scritta in forma di diario. Racconta le gesta del giovane Bocciolino Radicugni Sadicospi e dei suoi amici spericolati e sfaticati, con cui forma Lo squadrone del Settebello. Un giorno abbandonano la scuola e vanno alla ricerca di un grande segreto che solo i Nani conoscono, in grado di renderli imbattibili sul campo da calcio.
Il libro contiene delle pagine bianche nelle quali Fuso invita i ragazzi a illustrare il racconto.

LE ZAVORRE

Pubblicata postuma nel 1980, Le Zavorre è una raccolta di componimenti poetici scritti da Brajo Fuso, selezionati dai suoi eredi, Marcello Fringuelli e Adalgisa Mattiucci. Al suo interno, l’autore alterna dure critiche alla guerra, all’individualismo e al degrado sociale a discorsi sulla natura, sull’amore per l’uomo e i valori, sulla presenza consolante di un Dio al di fuori della razionalità. Fuso deforma i significati, fonde le parole in nuove combinazioni e ricorre a volte al dialetto perugino quando l’urgenza di esprimersi si fa più forte.